Kevin Harris Bio

B I O G R A F I A

Kevin Harris, pianista jazz, propone un’esclusiva combinazione di musica jazz tradizionale e contemporanea.  Nativo del Kentucky (USA), predilige composizioni e arrangiamenti che spaziano da intensi brani poliritmici a ballate introspettive. Harris si è esibito al Blue Note (sia di New York che di Milano), al Scullers Jazz Club, Regatta Bar, Wang Theatre, Jordan Hall, Berklee Performance Center, Wally’s Jazz Café ed ha partecipato alle ultime edizioni del Boston Jazz festival.  La sua musica risente chiaramente dell’influenza di autori quali: Marcus Roberts, Chopin, Keith Jarrett, Danilo Perez e Thelonious Monk.

Ancora adolescente, Harris è invitato dal Sindaco di New Orleans ad esibirsi in occasione  dell’Alpha Phi Alpha Forum al Mahalia Jackson Theater per le Performing Arts. Durante gli anni del liceo è anche stato selezionato per la partecipazione allo show televisivo di rilevanza nazionale “Teen Summit”, che consente l’esibizione di aspiranti artisti.

Il trio fondato da Harris, il “Kevin Harris Project”, ha base a Boston (USA) ed include anche il batterista Steve Langone ed il bassista Kendall Eddy. Uno degli elementi più accattivanti del gruppo e’ nell’elevato livello di intesa che si è costituito tra i suoi membri, sia quando si lanciano in appassionate conversazioni musicali che quando si concedono più semplici scambi scherzosi. Infatti, così come le esecuzioni “dal vivo”, anche le registrazioni riflettono la determinazione di Harris di voler catturare l’attenzione del suo pubblico tramite ricercate cooperazioni musicali tra i musicisti ed i loro interessanti assoli.

Kevin ha conseguito una laurea specialistica (master’s degree) in “Jazz Performance” presso il New England Conservatory (NEC) di Boston USA, ed una laurea di primo livello (undergraduate degree ) in Educazione Musicale alla Morehead State University, KY.

Al NEC ha avuto l’opportunità di studiare con docenti come: Fred Hersch, Mike Cain, Cecil McBee, George Garzone, e Danilo Perez. Inoltre ha potuto esibirsi con George Russell, Benny Golson e Bob Brookmeyer.

Dopo la laurea, Harris si è dedicato alla costruzione di un proprio stile musicale sia cooperando con musicisti riconosciuti ma anche studiando ed arrangiando la musica dei maestri del jazz come Thelonious Monk, Charlie Parker, e dei più classici J.S. Bach e Beethoven. Il costante desiderio di crescita e di nuove espressioni musicali è chiaramente riconoscibile nei suoi album.

Harris ha realizzato due cd: The Butterfly Chronicles e Freedom Doxology. Il primo, The Butterfly Chronicles, è un album adatto a qualsiasi pubblico. Contiene principalmente suoi brani, e mostra la sua abilità nel creare un’energetica cooperazione tra eccentriche forme musicali e evolute armonie. Il suo album più recente, Freedom Doxology, presenta brani “through-composed” che trasportano l’ascoltatore attraverso storie raccontate da accattivanti note, evidenziando anche un

suo chiaro interesse nel continuare ad esplorare ed arrangiare autori come Monk e Coltrane. Questo album è stato presentato per la prima volta negli Stati Uniti al Regatta Bar di Boston e in Italia al Blue Note di Milano.

Constantement impegnato nella sua città di Boston in programmi che assicurano ai giovani la possibilità di potersi dedicare alla musica, Harris ha anche condotto dei workshop di improvvisazione strumentale in scuole pubbliche e private, negli USA, in Italia e in Polonia.

Durante l’estate del 2007 e del 2008 , il North Eastern University Fusion Art’s Program ha richiesto la presenza di Harris come istruttore di jazz piano per studenti di diverse nazionalità.

Nel 2000, con l’aiuto di “Arts In Progress”, un’ organizzazione di Boston, Harris ha dato vita a cinque diversi “band programs”.  Al momento, Harris insegna piano, tromba, e jazz band alla Cambridge Friends School e  alla Charles River School. Inoltre impartisce lezioni private presso il suo studio di Boston.

Harris dà grande importanza alla comunicazione e in tutte le sue performance didattiche è fondamentale l’interazione con il pubblico.

“La partecipazione,” dice, “è ciò che mantiene l’anima viva”.

“Harris’ creative artistry is a breath of fresh air”

— Boston Phoenix

“Kevin Harris plays and writes with flair and real soul”

—Fred Hersch

“I enjoyed a rather contemporary approach which seemingly contrasts most younger exploits of today’s creative concepts. Your musical thoughts most certainly should be experienced by a much larger audience who would be in search for something different.”

—Cecil McBee

“Kevin is a brilliant improviser in which every rhythmic, harmonic, and melodic phrase he plays is cohesive and logically developed. Most importantly, his playing is consistently soulful and in the pocket. In my opinion, Kevin will be a significant voice in the world of jazz piano for the new millennium. I’m proud to share the bandstand with him.””

—Andrew Hayward
Lincoln Jazz Center Orchestra and SF Jazz Collective

“Harris tiptoes and pirouettes across a relaxed set of ballads and lightly soulful grooves, he possesses a spare style and a gentle touch”

—Jazz Times Magazine

“Harris is known to be an “dialectic” improviser, that is, he enjoys conversating through his music with the audience while he creates on the white and black keys”

—Corriere della Sera (Milan, Italy)

Harris is one of the emerging names in the jazz scene of the millennium… someone to keep an eye on!

—La Repubblica (Rome, Italy)


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